La profondità dell'analisi
Si sa che molte varianti delle aperture più giocate arrivano tipicamente anche alla ventesima mossa. Quando è corretto fermarsi nello studio di un'apertura (prima di passare all'analisi delle partite che la contraddistinguono), decidendo di inserirla nel proprio repertorio? Una risposta classica è quando inizia il mediogioco, ma oggi tale risposta è veramente priva di senso in quanto lo studio utile inizia proprio con il collegamento dell'apertura al mediogioco, non potendosi valutare un'apertura senza conoscere le difficoltà o i vantaggi che un colore avrà nella fase successiva.
D'altro canto molti testi riportano varianti di apertura lunghissime, per nulla forzate, che è assolutamente inutile studiare (e tanto meno memorizzare) perché risultano spezzoni di partite, il più delle volte nemmeno le migliori.
La risposta che daremo è moderna e prettamente statistica. Considerato un database con qualche milione di partite, lo studio dell'apertura si deve arrestare quando
si raggiunge un numero di partite inferiore a X e la posizione risulta soddisfacente.
Se la condizione non è soddisfatta lo studio deve continuare fino a una posizione soddisfacente oppure all'eliminazione dell'apertura considerata dal proprio repertorio.
Il numero X dipende da quanto vogliamo studiare. In genere valori di 50, 30, 20 su database di 3 milioni di partite sono ragionevoli. Un valore di 10 è decisamente professionistico (più è basso e più si deve lavorare sulle aperture perché si devono analizzare più partite).
Supponiamo di usare Rybka (un'alternativa è ChessBase) per studiare un'apertura eccentrica, la Sokolskji, 1. b4, fissando X=20. Scopriamo che 1. e5 o 1.... d5 sono le mosse più gettonate e con buon score: 50 e 51%. Scegliamo 1.... d5. Avremo tre rami: 2.Ab2 (690 partite), 2.e3 (94) e 2.Cf3 (67). Prendiamo il primo ramo (il procedimento è analogo per gli altri due) e scegliamo 2.... Cf6, visto che ha un buon 60% ed è ragionevole e "ci piace". 3.e3 (551) e 3.Cf3 (122) sono i due rami sopra X da analizzare.
Dopo 3.e3 decidiamo di sviluppare l'Alfiere campochiaro con 3.... Af5 che ha un buon score ed è meno passiva di 3.... e6. Fra le quarte mosse del Bianco dobbiamo verificare 4.Cf3 (135) e 4.c4 (40). Su 4.Cf3 giochiamo 4.... e6 e passiamo alla quinta mossa. Qui abbiamo tre mosse: 5.a3 (111), 5.b5 (102) e 5.c4 (38). La valutazione dell'equipe di Rybka è pari o leggermente favorevole al Nero, cosa che giocando con il Nero è già un grosso successo.
Analizziamo la più giocata 5.e3 e scegliamo fra le varie possibilità 5.... Cbd7 (39 partite). Con nostra sorpresa vediamo che solo una mossa, 6.c4 (21 partite) è sopra il limite da noi fissato. Scegliamo 6.... c6 e verifichiamo che nessuna mossa del Bianco supera il numero X fissato di partite: abbiamo finito l'analisi della variante principale perchè la posizione è soddisfacente per il Nero (anzi, il Nero sta probabilmente meglio). Quindi la variante principale della nostra Sokolskji è: 1.b4 d5 2.Ab2 Cf6 3.e3 Af5 4.Cf3 e6 5.a3 Cbd7 6.c4 c6.
Semplice ed efficace. E poi? Ovviamente si possono percorrere gli altri rami, ma in poco tempo si prepara la nostra difesa contro la Sokolskji.
Il passo successivo: lo studio delle partite
Una volta definita l'apertura, possiamo recuperare da un database le partite che corrispondono alle nostre scelte, magari scegliendo quelle dove i giocatori "dalla nostra parte" sono comunque giocatori forti, diciamo sopra i 2.300 punti ELO.
Le partite possono essere poi studiate con particolare attenzione ai piani del mediogioco e ai finali che ne derivano.
Facile ?
Le cose purtroppo non sono così semplici come per l'apertura Sokolskji. Infatti:
- in genere il numero delle partite da considerare è molto più elevato. Se, per esempio, studiamo le varianti più note della Spagnola, alla decima mossa avremo più partite che dopo la seconda della Sokolskji.
- Ci si può imbattere in varianti critiche, dove cioè la posizione non è soddisfacente. Una variante è critica per il Bianco se il Nero ha linee dove la parità (o addirittura il vantaggio) è facilmente raggiunto, mentre è critica per il Nero quando non riesce a recuperare abbastanza bene lo svantaggio del tratto e finisce in posizioni dove il vantaggio del Bianco è netto.
Per risolvere il primo punto non ci sono che due possibilità: dedicare molte ore all'analisi di aperture molto gettonate oppure optare per aperture meno note. Le aperture più sicure risolvono il secondo problema, ma per il giocatore dilettante sono spesso troppo ramificate per averne una vera conoscenza. Così può capitare di perdere una partita ancora in apertura semplicemente perchè si entra in una linea dimenticata o mai conosciuta. Le aperture meno classiche risolvono il primo problema, ma spesso sono zeppe di varianti critiche: non è una buona soluzione accettare di giocare aperture dubbie, sperando che l'avversario non entri nelle linee per noi perdenti.
fonte: www.albanesi.it