Studiate le partite dei giocatori classici
Senza un serio studio dei classici, diciamo da Steinitz ad Alekhine, non è possibile diventare un vero giocatore di scacchi, così come è impossibile immaginare, diciamo, uno scrittore o un poeta che non abbia mai letto Shakespeare, o un artista che non abbia mai visto i quadri di Rembrandt.
Ma perchè studiare le partite dei classici?
Ai giorni nostri, nei tornei più importanti, la forza degli avversari più o meno si equivale; ma un tempo non era così.
Immaginiamo una partita per esempio fra Topalov e Anand. Uno di loro vuole realizzare un determinato piano, l'altro se ne accorge e cerca di anticiparlo. Come risultato dell'esecuzione del piano e del contropiano, il Bianco acquisisce un piccolo vantaggio. Concepisce un nuovo piano, e in risposta viene elaborato un nuovo contropiano; a meno che non venga commesso qualche brutto errore dovuto per esempio allo zeitnot, la partita può continuare così fino al finale. Non è facile per un giocatore inesperto capire una tale partita: persino per un Maestro talvolta è difficile.
Ma se, per esempio, stanno giocando Alekhine e Tartakower, il livello di gioco di Alekhine è molto migliore di quello dell'avversario. Il piano di Alekhine procede senza intoppi. Tartakower non lo capisce e così non può prevenirlo. Potete vedere l'intero piano nella sua forma più pura. Attraverso le partite dei classici è possibile studiare posizioni tipiche, piani e metodi standard. Contro giocatori contemporanei come Anand e Topalov un quadro così chiaro non emerge, anche se il loro piano procede.
Per questo le prime lezioni di strategia, quando si elaborano piani di battaglia, vanno prese dai classici.
Giocate una "partita virtuale"
Procuratevi un quaderno di appunti.
Supponiamo che vogliate affinare le vostre capacità di calcolo: procuratevi una raccolta di partite commentate di Tal, Alekhine o Kasparov. Volete migliorare nel gioco posizionale: la raccolta di partite potrebbe essere di Nimzowitsch, Petrosjan o Karpov.
Prendete il colore del vostro eroe e giocate la prima decina di mosse finchè l'apertura non è terminata e sembra cominciare il mediogioco.
A questo punto coprite le mosse con un foglio di carta e cercate di indovinare le mosse successive giocate dai Grandi Maestri, tentando di capire cosa sta succedendo sulla scacchiera; cercate di trovare il piano più appropriato e le mosse candidate che portano alla sua realizzazione; discutete con voi stessi (anche ad alta voce) su quale possa essere la mossa migliore e sul perchè. Scrivete tutto però! Non importa il tempo che ci impiegherete, scrivete e basta. Una volta che avete chiara la lista delle mosse candidate, analizzatele una per una senza muovere i pezzi sulla scacchiera. Trascrivete sul quaderno tutte le analisi che ne vengono fuori.
Raccomando vivamente di eseguire questo esercizio in due, perchè le discussioni che in genere nascono sono molto più utili. Quindi, a meno che non abbiate l'abitudine di parlare da soli, è bene trovare un compagno d'allenamento di forza uguale alla propria.
Una volta ultimato questo primo lavoro, guardate la mossa che è stata giocata in partita, controllate la risposta dell'avversario e usate lo stesso procedimento per le mosse successive.
Se avete impiegato mezz'ora o anche un'ora per elaborare l'analisi e metterla per iscritto, sentitevi pure liberi di prendere una pausa, continuando magari il giorno dopo.
Quando avrete portato a termine il lavoro per l'intera partita, prendete in considerazione i commenti del libro e confrontateli con i vostri appunti. Affidatevi alla vostra capacità di giudizio tanto quanto il commentatore, senza dare mai nulla per scontato. Guardate quanto siete andati vicino a seguire la logica della partita e confrontate ogni operazione tattica con le vostre analisi. Se siete andati fuori strada, giocate sulla scacchiera le analisi corrette, guardate dove avete sbagliato, e non vi scoraggiate. Non state facendo una gara, ma state solo lavorando per migliorare.
Man mano che il vostro quaderno si riempirà di appunti, noterete che il vostro lavoro diventerà via via più sintetico e preciso. Impiegherete sempre meno tempo per comprendere più a fondo le posizioni: è la prova che state migliorando davvero.
Elaborate delle "schede posizionali"
Immaginiamo che stiate guardando una partita e un aspetto particolare di essa abbia fatto su di voi una grande impressione, dimostrandosi interessante ed istruttivo.
Fate un "scheda posizionale" su questo tema. Supponiamo, per esempio, che il tema posizionale che vi ha colpito riguardi le mosse profilattiche e quindi la necessità di fare attenzione alle minacce dell'avversario. Prendete un foglio di carta ed intitolatelo, per esempio "Monitorare le possibilità dell'avversario". Disegnate un diagramma della posizione e sopra scrivete per esempio "Smyslov - Petrosjan, Zurigo 1953", sotto scrivete "Muove il Nero" oppure "Posizione dopo 19.Ab2"; descrivete brevemente il motivo per cui avete trovato così interessante questa posizione. Sul margine destro del foglio lasciate un po' di spazio per possibili aggiunte future, correzioni o eventuali note. Buttate giù ogni vostro commento, ogni ragionamento sul tema. Se poi trovate altri esempi che in virtù della stessa idea di base sono molto simili a quello già in nota, aggiungeteli sul foglio. In questo modo metterete insieme una collezione di posizioni istruttive sui temi più diversi. Allo stesso tempo vi si imprimeranno stabilmente nella memoria, ampliando e rafforzando il vostro arsenale posizionale.
Il metodo delle schede posizionali è l'unico sistema per conoscere e ricordare i principi base che forgiano le tipiche posizioni di mediogioco. Più un giocatore conosce e ricorda, più sarà per lui facile trovare un "precedente", una posizione cioè che si è già verificata e che sia simile a quella che si sta giocando.
Il sistema delle schede posizionali è un procedimento di studio che non dovrebbe avere mai fine e che dovreste utilizzare durante tutta la vostra "vita scacchistica".
Spero che questi semplici suggerimenti possano aiutare tutti voi a migliorare.