Valutazione di una posizione: elementi e concetti

» Allenamento - Inserito da bini il 24/01/2009, 11:02:54

L'abilità nel valutare correttamente una posizione è, secondo me, la più importante in assoluto per uno scacchista.

Solo dopo una minuziosa valutazione di una posizione sarà possibile elaborare un piano e, di conseguenza, scegliere le mosse candidate (cioè le mosse da prendere in considerazione nell'analisi), che ci possano instradare verso i nostri obiettivi.

Naturalmente quest'abilità si affina con l'esperienza, anche se mi sento di poter affermare che sono proprio gli elementi e i concetti, che ci possono essere d'aiuto nel comprendere fino in fondo una data posizione.

ELEMENTO

In una posizione un elemento è un qualcosa di reale, di concreto, di obiettivamente connesso agli aspetti immediati della posizione, ad un livello talmente elementare che spesso, più che vederlo, se ne intuisce la sua presenza.

CONCETTO

In una posizione un concetto è un'idea, una possibilità.

Cercherò di spiegarmi meglio con un esempio.

Fischer - Petrosjan Curacao 1962
muove il bianco

abcdefgh
8
8
7
7
6
6
5
5
4
4
3
3
2
2
1
1
abcdefgh
Fen: r2r2k1/1bq1bppp/p2ppn2/8/1pPQP3/1P2N1P1/PB3PBP/2R2RK1 w - - 0 1


Nella posizione del diagramma gli elementi sono:

- una casa favorevole per il cavallo nero in c5;
- un punto focale in g7 (un punto focale è una casa sulla quale si può dare matto)
- un alfiere in b7 che attacca il pedone in e4, a sua volta difeso dalla donna in d4 e dall'alfiere in g2.

Nella posizione del diagramma i concetti sono:

per il bianco:

- l'idea f2-f4 seguita da g3-g4-g5 con attacco sul lato di re;
- il desiderio di migliorare la posizione del cavallo in e3 che, per il momento, è il pezzo che ha più bisogno di migliorare la sua posizione;
- la pressione "a raggi x" esercitata dalla torre bianca sulla colonna "c".

per il nero:

- la possibilità del cavallo di piazzarsi in c5 passando per d7;
- la spinta e6-e5 per contrastare f2-f4 (che eventualmente minaccia e4-e5) e per attaccare il pedone e4.

Caratteristica importantissima di un concetto è la sua indipendenza dalla situazione reale sulla scacchiera.

Ad esempio, quando immaginiamo la manovra Cf6-d7-c5 ignoriamo per il momento il fatto che sussista la minaccia di matto, e quando pensiamo a dove collocare il cavallo bianco (il pezzo che ha maggior bisogno di migliorare la sua posizione) ci prendiamo delle libertà nello scegliere - al momento le tre case candidate sarebbero c4, d5, f5, e anche se nessuna delle tre è disponibile, l'idea di portare il cavallo in queste case esiste comunque.

Gli scacchi sono una combinazione di elementi e concetti.

Giocare a scacchi significa saper trasformare dei concetti in elementi.

Tornando alla posizione del diagramma, il bianco ha un problema con il suo cavallo e l'idea del trasferimento di quello nero in c5 per ora lo lascia indifferente in quanto impossibile a causa della minaccia di matto.

Una mossa come e6-e5 però potrebbe cambiare tutto.

Naturalmente il bianco guadagnerebbe la casa f5 per il cavallo, ma cos'altro accadrebbe?

Questo è il filo logico che bisogna seguire nel corso di una partita.

Spesso non siamo in grado di vedere tutto questo istantaneamente, ma dobbiamo ragionare logicamente per identificare quelli che sono gli elementi della posizione.

Ci accorgiamo che all'improvviso l'azione dell'alfiere b2 può venire bloccata da e6-e5 dopo di che solo la manovra Ab2-c1-e3Xc5 (una volta che il cavallo si è portato in c5) avrebbe qualche senso, ma richiederebbe molto tempo.

Per il bianco diventa sempre più evidente la necessità di intraprendere misure immediate.

Ho detto prima che l'esperienza è di grande aiuto.
Un forte scacchista sa che per mettere una casa a disposizione di un pezzo, una tipica procedura posizionale consiste nel sacrificare un pedone.

Tornando quindi alla partita Fischer - Petrosjan, con in mente gli elementi e i concetti esaminati, possiamo ora capire il meccanismo che consentirà al bianco di realizzare i suoi piani.

Il bianco è in cerca di una casa favorevole per il suo cavallo; è consapevole che il nero ha in mente la manovra Cf6-d7-c5 (dopo aver effettuato la spinta in e5) che, pur non decidendo la partita, permetterebbe ai pezzi neri di coordinarsi e quindi darebbe al nero buone possibilità; è anche consapevole della possibilità di sacrificare un pedone; comincia ad analizzare 1.c5. L'esito sarà davvero sorprendente.

1.c5!

Guadagnando la casa c4 per il cavallo e allo stesso tempo impedendo al nero di utilizzare c5. Naturalmente un pedone potrebbe sembrare un prezzo troppo alto da pagare, ma la colonna "c" costituisce un fattore fondamentale.

1.....dxc5 2.Dxb4!

Ecco che entra in gioco un altro dei concetti precedentemente citati, l'attacco a "raggi x" della torre contro la donna nera non protetta. Ora il bianco è in chiaro vantaggio, perchè il nero è rimasto con un pedone debole in c5, non ha buone case per il suo cavallo e non sarà in grado di impedire a quello bianco di piazzarsi in c4. Il nero non ha scelta e deve rassegnarsi a rimanere con una struttura pedonale danneggiata, perchè dopo 2....cxb4 3.Txc7 Td7 4.Txb7 Txb7 5.e5 Cd5 6.Cxd5 exd5 7.Axd5 si ritoverebbe con pedone in meno.

Nella partita Fischer - Petrosjan il concetto principale è la possibilità del nero di effettuare la manovra Cf6-d7-c5. Impedendo questa manovra e assicurando un'ottima casa al suo pezzo peggiore, il bianco ribalta la situazione e consegue un netto vantaggio grazie ad un tatticismo.

La tattica cioè al servizio delle idee posizionali, proprio come deve essere.

Gli elementi, in quanto reali, non dipendono dalla tattica, mentre i concetti si basano unicamente su manovre e risorse tattiche.

I concetti non sono immediati e quindi impongono delle trasformazioni alla posizione.

Spesso, quando alla scacchiera si cercano delle idee, ci si limita a considerare solo gli elementi, proprio come una persona che, mettendosi in viaggio, alla domanda "dove sta andando?" risponde di non saperlo.
E' la tipica situazione in cui, affidandosi completamente al calcolo, ci si smarrisce perchè, non sapendo cosa si vuole fare con la posizione, si finisce per esaminare ogni possibile variante.

Sono convinto che non sia possibile compiere un vero calcolo sulla posizione senza prima aver deciso cosa calcolare.

La ragione è semplice: il calcolo è mirato ad ottenere un risultato. Se non si ha un risultato in mente, ma si esamina in modo casuale delle varianti, allora si è come un cercatore d'oro, un avventuriero, non certo come un "vero" giocatore scacchi, alla costante ricerca di case favorevole che permettano ai pezzi di coordinarsi tra loro.

Cari amici, riassumendo, il consiglio che posso darvi quando valutate una posizione, è quello di cercare di riconoscere prima gli elementi e poi di individuare tutti i concetti presenti nella posizione, per entrambi i colori.

Solo quando vi sarete fatti un'idea corretta sulla posizione e avrete deciso cosa volete ottenere, passate a calcolare le mosse candidate.

fonte: "Il perfezionamento dello scacchista" - Aagaard
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Commenti

  1. Utente: krikko1989

    24/01/2009, 13:17:00

    Ottime analisi come sempre bini!
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