Benchè ogni istruttore di scacchi decanti le virtù della pianificazione, pochi autori si preoccupano di dirci cos'è un piano e, cosa ancora più importante, come si fa a crearne uno.
Soltanto Harry Golombek nel suo libro "Enyclopedia of Chess" B.T. Batsford Ltd. Londra 1977 (pag. 242) si prende il disturbo di fornirci una definizione: "La pianificazione è il processo grazie al quale un giocatore sfrutta i vantaggi e minimizza i difetti della sua posizione. Per assicurare la vittoria, la pianificazione dev'essere basata sulla diagnosi delle caratteristiche specifiche della posizione; di conseguenza, essa è più difficile quando la posizione è pari e bilanciata, mentre diventa molto più semplice quando esiste un solo piano che soddisfi le reali necessità della posizione".
Dunque, creare un piano vuol dire essere capaci di riconoscere le caratteristiche insite nella posizione. Aver però definito la parola "piano", non significa essere in grado di crearne uno in partita.
Per penetrare con successo nei misteri della scacchiera, il Maestro Internazionale statunitense Jeremy Silman ha elaborato un un metodo di pianificazione davvero singolare, che vi voglio presentare.
Innanzitutto è necessario prendere coscienza della parola magica degli scacchi: SQUILIBRIO
Uno squilibrio, negli scacchi, è rappresentato da una qualsiasi differenza tra le due rispettive posizioni.
Pensare che lo scopo del gioco degli scacchi sia soltanto quello di dare matto al Re è riduttivo e semplicistico.
Il vero scopo è creare uno squlibrio e cercare di costruire una situazione in cui esso sia favorevole alla propria parte.
Capire ciò significa anche capire che uno squilibrio non è necessariamente un vantaggio. E' semplicemente una differenza. E' poi responsabilità del giocatore trasformare tale differenza in vantaggio.
Ecco una classificazione dei vari squilibri.
Vantaggio di spazio: è la superiorità basata sul
fatto di controllare più territorio.
Iniziativa: significa imporre il proprio ritmo di gioco e si quando si sta attaccando ed esercitando pressione sull'avversario che, ovviamente, si deve difendere.
Vantaggio di sviluppo: significa avere i pezzi disposti in una destinazione diversa da quella di partenza, dove il loro grado di attività e mobilità sia maggiore ed in case da cui possano collaborare con il resto delle forze per il raggiungimento di un particolare obiettivo.
Vantaggio di materiale: significa avere dei pezzi di maggior valore rispetto a quelli dell'avversario.
Superiorità del pezzo leggero: significa avere alfieri o cavalli più forti di quelli dell'avversario.
Struttura pedonale: è la formazione dell'intera massa pedonale, la quale normalmente influenza la scelta del piano in una determinata posizione.
Controllo di una casa o di una linea: significa controllare case, colonne, diagonali.
Se si vuole davvero affrontare il tema nella maniera giusta, si deve riesaminare il proprio modo di ragionare, onde essere capaci di giudicare nel dettaglio ogni singola posizione che si incontrerà.
Ecco di seguito le varie fasi della tecnica messa a punto da Silman, che potranno consentirvi di raggiungere il traguardo.
1) Individuate gli squilibri positivi e negativi per entrambi i colori.
2) Individuate il lato della scacchiera dove è possibile portare avanti il gioco. Cioè il lato dove esiste uno squilibrio favorevole o dove c'è la possibilità di crearne uno.
3) Non calcolate! Createvi mentalmente delle posizioni che vi piacerebbe raggiungere (c.d. posizioni fantasia).
4) Una volta ideata una posizione che vi soddisfa veramente, cercate di individuare il modo di raggiungerla. Se scoprite che è impossibile, createne un'altra più facile da realizzare.
5) Solo a questo punto dedicatevi a calcolare le mosse che vi possono instradare verso la posizione che desiderate, le cosiddette mosse candidate.
fonte: "Teoria e pratica degli squilibri" - Silman
Utente: Deffo
17/01/2009, 07:20:35