Ciò dipende dalla familiarità con la posizione di partenza (quella che vediamo sulla scacchiera!) e dal minor numero di mosse da ricordare.
La differenza più grande tra dilettanti e Grandi Maestri è che i primi ripetono più e più volte il calcolo delle stesse continuazioni.
La tecnica dei punti di passaggio è un metodo di allenamento nel calcolo utile per evitare di tornare continuamente al punto di partenza per ricontrollare le varianti.
Il metodo è stato ideato dal Grande Maestro Jonathan Tisdall ed è veramente facile da usare e da mettere alla prova.
Consiste semplicemente nel mettere a fuoco la posizione nel punto esatto in cui si avverte che si sta cominciando a perdere il filo.
Se, per esempio, la vostra normale profondità di calcolo è supponiamo di tre mosse, quando si sta per raggiungere quel limite, ci si dovrebbe sforzare di imprimere nella mente, in modo sistematico, le caratteristiche della nuova posizione.
In altre parole, si dovranno scegliere i punti di passaggio, tenendo conto della lunghezza media del proprio "passo".
Cercare di andare oltre sarebbe, ovviamente, innaturale e poco efficace.
Quali pezzi si sono mossi? Visualizzateli sulle loro nuove case, eliminando mentalmente i pezzi che sono stati cambiati. Mettete a fuoco la nuova posizione con la stessa chiarezza con cui vedete la posizione che avete di fronte durante una partita.
Quando vi sentite pronti, potete ricominciare a calcolare.
Applicando il metodo dei punti di passaggio dovrebbe sempre essere possibile ritornare al punto in cui è avvenuta una diramazione (punto di passaggio), senza tornare al punto di partenza, per poi studiare una nuova linea.
Con un po' di esercizio, questa sorta di "proiezione del diagramma", man mano che la posizione cambia, permetterà sicuramente a tutti di aumentare gradualmente la profondità di calcolo.
fonte: "Teoria e pratica degli squilibri" - Silman
Utente: krikko1989
12/01/2009, 20:37:32